venerdì 27 gennaio 2012

Gli ultimi Inuit- fonte Repubblica




Il piccolo popolo del grande nord si sta estinguendo in un’epidemia di suicidi.


Anche Taqissimat , nell’indistinguibile notte artica si è impiccato.
Tre cacciatori di foche ,lo adagiano in una baracca ghiacciata ,tra altri giovani corpi ibernati che attendono il sole di giugno per essere sepolti.
Il dieci per cento dei figli della Groenlandia varca oramai volontariamente la soglia del mare eterno prima dei diciotto anni.
Ci sono fino a quindici suicidi di adolescenti ,ogni primavera, in villaggi di cento persone.


La tragedia degli Inuit, per la prima volta ha conquistato i titoli dei giornali danesi ,la gente del sorriso,l’eschimese che non conosce guerra,violenza ,tristezza,ha scelto di sparire prima dell’ultimo scontro con la civiltà occidentale.
I giovani si muovono come morti tra lattine di birra e bottiglie di vodka,ogni due settimane uomini e donne ritirano il sussidio danese e lo consumano per dimenticare.


Qualcuno brucia tutto in shampo e in tintura arancione per capelli,l’80 per cento si ubriacano ,iniziano a dieci anni insieme ai genitori.
Avvelenati dall’alcool,a trent’ anni sono vecchi, smarriscono il sesto senso,che salva dalla banchisa,indifesi nella natura che li ha sempre protetti.
I cacciatori sono stati soppiantati dai polli surgelati dello spaccio,Le loro mute di indomabili husky, intanto perdono la sensibilità che li riporta sulla via invisibile del villaggio.


Li abbiamo narcotizzati e condannati ad una morte lenta,dice Otto Soerensen, per diciassette anni psicologo a Nuuk, ma loro preferiscono autodistruggersi.
Poi sono arrivati gli ecologisti, Greenpeace eWwf : un nemico spietato: vietato cacciare foche,vietato cacciare orsi, vietato cacciare balene.
In Groenlandia nessuno , dice,ha mai sterminato i cuccioli di foca con mazze e picconi.Il peso dell’animale ,per noi è valore.


Sui fiordi di Kalaallit Nunaat ,il 40 per cento degli abitanti è morto di fame.UN COLONIANISTA ECCIDIO COLPOSO,dettato da ignoranza e arroganza culturale.Uno scandalo dimenticato del nuovo secolo.

Nell’artico un maschio che non caccia è inutile,perde la sua autorità sul clan ,la fiducia in se stesso,si vergogna, fino a quando sconfitto si allontana ,tra l’ilarità generale, per morire da solo..In due mesi centinaia di cacciatori Inuit si sono sparati.
Un disoccupato riceve 300 euro dal governo di Copenhagen, mangia due volte alla settimana ,e vale meno dello sterco di bue muschiato.
L’umanità vittoriosa ha stabilito che questa minoranza non conta nulla.non riesce a tutelarla ,non la capisce.

Chiacchiera sul clima,ignora la povertà che non fa notizia ,una perdita irreparabile e incalcolabile, gli anziani groenlandesi rinunciano a mettere il fucile nelle mani dei nipotini, gonfi di whisky e abbracciati nel chiarore elettrico dell’aurora boreale.Sono le tre di notte barcollano tra altri corpi rannicchiati al caldo dell’unico centro sociale,hanno venti anni,indossano levi’s e calzano All Star
Non accettano più la polvere di neve spruzzata tra le fessure della truna , la solitudine ,la puzza di foca fritta.Ora sanno che c’è un altro mondo e un ‘altra vita,irraggiungibile,smaltiscono la bronza quotidiana tra una massa di compaesani alcolizzati.

Aqqaluk Lynge dice: ci è stato vietato l’accesso ai basilari diritti umani, quelli che definiscono l’identità di un popolo come la cultura e la lingua , stiamo perdendo ogni diritto sulle nostre risorse naturali << ci dicono:non uccidete gli animali>> perché pensano he siamo milioni e che potremmo distruggere L’ecosistema.E invece noi siamo 60 mila.Voi europei allevate animali per poi mangiarli.
Noi viviamo con loro,li rispettiamo per poi fare la stessa cosa.
Ma al Wwf o a Greenpeace piace descriverci come crudeli.Non esiste nessun motivo scientificoper chiederci di smettere di mangire le foche o usare la loro pelle .Se ne usiamo 100-200000all'anno su 4 milioni non facciamo alcun danno all'equilibrio ecologico.
La storia si ripete il colonianismo americano con gli indiani quello russo con gli Aleutini.


Da un servizio estrapolato sul giornale di Repubblica a cura di Giampaolo Visetti

giovedì 12 gennaio 2012

ARCTIC SEA KAYAK SYMPOSIUM


Come dice il buon Claudio:
gli skins sono fantastici anche se vanno compresi .

Il 26 e 27 Maggio 2012 La Pn kayak e Dragolago
organizzano :ARCTIC SEA KAYAK SYMPOSIUM

Primo evento nazionale sulla storia ,la cultura del mondo artico.
Due giorni , di incontri, prove tecniche, test in acqua, per scambiarsi esperienze e opinioni sulla costruzione la tecnica e la cultura del kayak tradizionale.
La manifestazione si svolgerà presso il circolo Dragolago.
Lago di Bracciano – Anguillara Sabazia ( Roma) località Vigna di Valle
Lungolago delle Muse 11, all'interno del parco Regionale Bracciano – Martignano.
Per informazioni:www.pnkayak.com

sabato 10 dicembre 2011

East Greenland Kayak




Sul libro di H.Golden sono stati censiti, nel distretto della Groenlandia oltre un’ ottantina di imbarcazioni,divisi per periodo storico che vanno dal 1600 al 2000.
La costruzione del kayak per gli Inuit seguiva dei principi fondamentali.
Il primo, sicuramente era il perfetto equilibrio che si creava tra il cacciatore e la sua barca,infatti nella mitologia il kayak era rappresentato,come l’estensione del corpo del cacciatore, ed era impensabile o sicuramente non una buona idea,usare un kayak di un’altra persona.

Il secondo, non meno importante era la forma.
Il kayak,variava di forma a secondo le condizioni atmosferiche ,il vento e il tipo di caccia per cui veniva usato.

East Greenland Kayak.

E’ il kayak tipico della groenlandia orientale.

Nel corso dei secoli questa imbarcazione non ha subito una grande evoluzione,vuoi perché le condizioni del territorio erano prettamente specifiche,vuoi perché gli Inuit che presidiavano la costa orientale rimasero isolati per centinaia di anni,nei confronti delle popolazioni che abitavano le coste occidentali.




East Greenland Kayak di Ammassalik 1931





Il vento polare Piteraq,che nel periodo estivo raggiunge forze di 240km/h, ha contribuito in maniera sostanziale alla linea di questo accattivante kayak marino.
East greenland kayak chiamato anche di Ammassalik è sicuramente il kayak groenlandese più apprezzato se non il più bello, esteticamente si presenta con un ponte di coperta molto basso,non presenta ,come i kayak del versante occidentale slanci di prua e poppa, caratteristica peculiare è la velocità che riesce a mantenere sulle lunghe distante,vuoi per le sua lunghezza , vuoi per la chiglia poco svincolata .


East Greenland Kayak di Ammassalik 1932-33.



Per il suo volume così ridotto, è un kayak poco adatto a lunghi trasferimenti.
I kayak usati per le competizioni di eskimo,derivano sostanzialmente da questo kayak,con angolazioni dei longheroni diverse, che possono arrivare fino 27gradi, e con volumi ancora più ridotti .

Come costruttore di skin on frame,non potevo trascurare questi spendidi kayaks della costa orientale ,così come molti altri,ho realizzato due modelli di esemplari storici .

East Greenland Kayak di Ammassalik 1932-33.
lungh. m.5,88, largh.49 cm .

East Greenland Kayak di Ammassalik 1931
lungh. m.5,92 , largh.51cm.


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