domenica 15 dicembre 2013

La costruzione di una pagaia tradizionale passo passo ( Prima parte)





E’ un po’ di tempo che mi frulla in testa di scrivere come affrontare al meglio la costruzione di una pagaia tradizionale
 .
Quando ho deciso di creare questo blog sono partito con un’idea ben chiara  gli argomenti trattati dovevano essere legati  all’aspetto storico culturale  del kayak tradizionale ma anche e soprattutto dell’aspetto tecnico che di ricerca sia di materiali che di metodo 
.

GLI ATTREZZI
Non sono molti e di uso comune tranne che per  il pialletto  utensile poco usato oramai anche nelle falegnamerie .
Un righello ,una squadra un curvilinee o un compasso un calibro se vogliamo essere più che precisi ,una matita una raspa carta vetro stop
.

Per la pialla o pialletto bisogna spendere due parole in più.


Innanzitutto bisogna dire che la pialla gioca un ruolo determinante sulla riuscita del nostro manufatto,usare un ferro ( un tagliente) ben affilato trasforma il nostro lavoro in puro divertimento  al contrario diventa quasi un incubo che porta il più delle volte al rinuncio.
Se non si possiede una pialla non è necessario investire molto su questo utensile a meno che decidiate di usarlo  per un uso intensivo , qualità dell’acciaio ,regolazioni,scarpa rettificata ecc fanno lievitare i prezzi.
 Comunque al di là del costo ,un pialletto  nuovo  per funzionare al meglio dovrà essere ben affilato anche prima del primo uso e tutte le volte che dovrà essere usato.

AFFILATURA TAGLIENTE

Per affilare i miei strumenti da taglio io uso pietre dell’ Arkansas , per chi non ha dimestichezza in questa antica arte ,ci sono in commercio sistemi molto semplici ed efficaci  che funzionano molto bene .



Con una ventina di euro la Stanley propone un kit con una guida con ben tre angoli di taglio ,una pietra bifacciale per l’affilatura con annesso l’olio di scorrimento.





COME FARE

Usando l’attrezzo dima non conviene usare la pietra  per l’affilatura, procuratevi invece un di riscontro  quali un mezzo cristallo di vetro che farà da piano rettificato.
Incollate sul vetro con del nastro biadesivo un foglio di carta abrasiva all’acqua usata comunemente dai carrozzieri ,la finezza di una carta è indicata con un numero più alto sarà più la grana sarà fine diciamo che per ripristinare un’affilatura andrà bene un range che va da 1000 fino a 2500 ,per rettificarla bisognerà partine da una 500 a salire.


Posizionata la carta sul riscontro andremo ad inserire il ferro (tagliente ) nella guida con un angolo di 25° che corrispondono  all’angolo di taglio detto anche angolo di bevel.




Una bella dritta prima di iniziare l’affilatura o la rettifica  e quella di colorare con un pennarello blue  l’angolo di taglio se il piano è complanare ai primi passaggi il colore dovrà scomparire uniformemente.



L’operazione seguente sarà invece  di ripristinare l’angolo di affilatura detta anche mini bevel ,il ferro andrà posizionato sulla guida con un angolo di 30°





nella foto soprastante si possono vedere le due parti lucide separate la prima a 25° rappresenta l'angolo di taglio ,la seconda parte lucida 3o° è l'angolo detto anche minibevel  la parte di affilatura


  .

Una volta creati questi due angoli  il ferro andrà girato sul dorso e spianato anch’esso.




Fatte queste operazioni che richiedono poco tempo ( molto più tempo a dire  che a fare) sarà sufficiente ogni qual volta che si usa la pialla ripristinare solo l’angolo di affilatura ( 30° ) con un paio di passate per gioire nell'uso qundo andremo ad usare questo utensile.


2 commenti:

  1. Bellissimo articolo .... adesso aspetterò con ansia, il proseguire dello stesso . Un'abbraccio Gianni

    RispondiElimina
  2. Un ringraziamento di cuore all'Autore per la competenza e la gentilezza......veramente di grande aiuto !

    RispondiElimina