martedì 16 febbraio 2016

Il carrello ammortizzato di Giorgio Perrotta.






Tempo fa Giorgio mi confidò 'intenzione di voler progettare un carrellino porta-kayak ammortizzato. Questo, perché lui come per molti kayakers nei trasferimenti, via terra, con l'imbarcazione a pieno carico, o anche nell'imbarco sulle navi traghetto, gestire la conduzione del kayak rappresenta un problema, se non un dramma per alcuni.
Ottima l'idea, forse un po'audace a pensarla, ma.... Costruisco carrellini per kayak da oltre 15 anni l'idea  di fare un carrellino che scaricasse l'energia di compressione dovuta agli avvallamenti, alle buche o quant'altro, c'è sempre stata, però per fare una cosa giusta, bisogna avere l'idea giusta.
Purtroppo i vincoli progettuali di un carrellino dotato di sospensioni sono legati al peso, alla dimensione, alla facilità di montaggio, non ultima possibilità di stivarlo nei gavoni del kayak, senza se e, senza ma.
Oggi ho visto e usato dinamicamente il prototipo del carrello di Giorgio, veramente sorprendente il suo funzionamento; come anche le dimensioni e la facilità con cui si smonta per stivarlo nel kayak.
La cosa che colpisce del carrello è che nonostante ci sia un assale unico di collegamento del sistema ammortizzante, le bielle lavorano a bracci indipendenti.


Certamente, almeno credo, la difficoltà sia stata quella di mettere a punto tutto il gruppo ammortizzante, cercando gli angoli giusti delle biellette, ma anche agendo sul giusto precarico delle molle.
Che dire.... alzo le mani .
Piero Nichilo



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